Carlos Cuesta: 

dal Memorial Augello al Parma, la storia di un prodigio

Quando nel calcio giovanile ti trovi di fronte a qualcuno che ha “qualcosa in più”, spesso lo percepisci subito. È una sensazione difficile da spiegare, ma evidente per chi vive questo mondo con passione e attenzione. E noi, organizzatori del Memorial Augello, lo avevamo capito: Carlos Cuesta era destinato a grandi cose.

Lo avevamo conosciuto giovanissimo, quando allenava l’Atletico Madrid Under 13. Avevamo avuto l’onore di ospitarlo nell’edizione 2018 del Torneo Internazionale Memorial Augello, uno dei tornei internazionali riconosciuto come uno dei più importanti d’Europa per la categoria. Cuesta portò in Italia una squadra che, in quattro giorni, non solo conquistò il trofeo, ma incantò tutti per qualità di gioco, organizzazione e talento individuale. Nessuno potrà dimenticare quella finale contro l’Inter, decisa da un gol di Cordero nei tempi supplementari, o la semifinale vinta di misura contro il Paris Saint-Germain.

Fu un torneo storico: per la prima volta una squadra straniera, l’Atletico Madrid, riuscì ad alzare il trofeo, dopo le affermazioni di Juventus, Torino e Inter. Ma oltre al calcio, quell’edizione del Memorial Augello ebbe anche un significato speciale: fu l’occasione in cui promuovemmo il primo progetto BRISWA – The Ball Rolls In The Same Way For All, un messaggio di integrazione e uguaglianza che ancora oggi portiamo avanti con orgoglio con Briswa 2.0 che vuole portare il progetto a un nuovo livello grazie allo sviluppo di tecniche e metodologie effettive, che possano modificare e innovare la formazione sportiva.

Carlos Cuesta e i suoi ragazzi incarnavano perfettamente quel messaggio: rispetto, passione e amore per il gioco, al di là di ogni barriera.

Quel giovane allenatore spagnolo, che all’epoca pochi conoscevano, noi lo avevamo notato, ci avevamo creduto. Avevamo visto nei suoi occhi, nella sua preparazione e nel suo modo di comunicare con i ragazzi, una mentalità diversa, proiettata al futuro. Proprio la sera prima della finale con l’Inter fu significativa; durante la solita chiacchierata di fine giornata chiedemmo a Carlos: “come ti senti? La stua squadra gioca bene ma l’Inter è molto forte fisicamente.”; la risposta di Carlos fu stupefacente e lascaiva già intendere le qualità dell’allenatore spagnolo: “domani faremo uno scherzetto all’inter, giocheremo tutti dietro la linea della palla, “all’italiana”, sono sicuro ci basterà un gol per vincere il trofeo ed a questo punto è quello che meritano i ragazzi, portare a casa il trofeo”. Detto fatto, Atl. Madrid – Inter 1°0 e Trofeo ai cholconeros.

Oggi, Carlos Cuesta è diventato il più giovane allenatore nella storia della Serie A a soli 29 anni, senza mai aver giocato tra i professionisti, scelto come guida tecnica del Parma.

Un percorso straordinario, che lo ha visto passare da esperienze formative fondamentali come collaboratore di Juventus prima ed Arsenal poi. Parla sei lingue, è preparato, moderno, ambizioso. Ma soprattutto è rimasto la stessa persona determinata e umile che avevamo incontrato anni fa a Monte Compatri.
Vederlo oggi ai massimi livelli ci riempie d’orgoglio e da tutto lo staff un grandissimo in bocca al lupo per questa tua nuova avventura Carlos!!